Come accennato la scorsa settimana, applicare il termine digitale nel campo artistico e museale viene considerata un’eccellente opportunità per valorizzare l’arte in tutte le sue forme e per rafforzare la sua comunicazione.

Tale combinazione, Musei e tecnologia, aiuta a garantire sempre più nuove soluzioni di fruizione sulle opere d’arte, attraverso strumenti come audioguide, didascalie viedo, totem e quant’altro, e proprio di fronte a una tecnologia sempre più dilagante, i musei e le nuove strategie 2.0 aiutano a garantire un posto nella contemporaneità.

Oggi le nuove tecnologie pervadono tutti gli aspetti della nostra vita e, nello scorso novembre, il web in Italia ha raggiunto i 30,1 milioni di utenti (dati Audiweb), più della metà della sua popolazione: digitale o non digitale, non è più questo il dilemma, ma è capire come i musei rispondono a questi cambiamenti.

C’è una risposta in grado di soddisfare le esigenze di tutti i musei, indipendentemente dalla loro grandezza e disponibilità di risorse? Quali sono i nuovi profili professionali che andrebbero sviluppati in questo ambito?

 

Come accennato, varie sono le strategie da tenere in conto, e sviluppare una corretta content strategy dovrebbe cercare di creare i giusti contenuti da trasmettere ai “giusti” utenti, nei tempi e nei modi giusti. I contenuti sono fondamentali per i musei e le nuove strategie 2.0.

Creare contenuti efficaci è importante quanto conoscere la propria audience, ecco perché il tema dell’Audience Development va quindi affrontato in tutte le sue potenzialità: non solo come allargamento dei pubblici in termini quantitativi, ma anche come approfondimento delle relazioni con i diversi pubblici, sempre più profilati e targettizzati.

 

Musei e nuove strategie 2.0

 

La maggior parte dei musei, specialmente quelli italiani, devono cercare di recuperare il ritardo accumulato nella digitalizzazione del patrimonio e nella sua valorizzazione attraverso lo sviluppo di contenuti digitali innovativi, in grado di avvicinare gli utenti all’offerta culturale proposta, rendere unica la loro esperienza all’interno del museo e mantenere i rapporti anche dopo la visita. Il fine è ampiamente condiviso dalla platea presente: sviluppare nuovi strumenti che permettano all’utenza e agli stakeholder dei musei e le nuove strategie 2.0, di entrare in un rapporto di co-creazione dei contenuti e della programmazione museale.

 

Nonostante la crisi economica, i musei stanno vivendo una fase di grande sviluppo, sia a livello nazionale che internazionale, in cui stanno cercando di ricostruire il proprio ruolo: dopo essere stati considerati per decenni alla stregua di “non luoghi”, finalizzati soprattutto ad attrarre turisti, oggi sono sempre più impegnati a costruire legami forti con il contesto locale. In questa trasformazione le nuove tecnologie hanno un ruolo strategico fondamentale, perché permettono il consolidamento e l’ampliamento di un network stabile di relazioni.

Da un lato, ai musei viene chiesto di crescere come hub turistici, grazie a strumenti di marketing in grado di rafforzare i legami tra l’istituzione culturale, la città e il territorio in cui il museo è inserito.

 

Sempre più musei e le nuove strategie 2.0 seguono il percorso di modernizzazione ed adeguamento.

 

 

Clicca qua sotto!

Musei e le nuove strategie 2.0. Ultima modifica: 2017-02-13T14:00:00+01:00 da Francesca Wurzburger