Il gioco è un divertimento e come tale va trattato perché spesso può degenerare in veri e propri casi che gli studiosi, i medici e gli specialisti di settore definiscono patologici. Più precisamente si parla di ludopatia, termine col quale si entra in un campo semantico abbastanza ampio e non circoscrivibile, ma che può essere riassunto come la tendenza al giocare in maniera compulsiva, ossessiva, continua e ripetuta. Sfumatura forse fin troppo ampia, riferendosi, col termine ludus latino, all’intero mondo dei giochi e infatti, per questo, lo si usa con specifico riferimento al gioco d’azzardo, settore in cui la fortuna, spesso, gioca un ruolo decisivo. E che soprattutto non è fonte di guadagno ma, appunto, un divertimento.

Divertimento che porta a problemi che insorgono con delle premesse: si gioca, generalmente, per la sola volontà di vincere denaro o per recuperare lo stesso precedentemente perso. Oppure ci si crede abbastanza fortunati da poter sfondare sempre il lunotto.

O ancora non si gioca per divertirsi quanto invece per accanirsi: si entra così in un circolo vizioso che ha dei chiari sintomi di riconoscimento. Il soggetto, ad esempio, trascura spesso la famiglia per potersi dedicare al gioco, a cui dedica sempre maggior tempo, anche non programmato. Passa poi il resto delle sue ore a litigare con i propri affetti, spesso cercando di divincolarsi per investire altri soldi, magari non propri, anche di altri, chiedendo prestiti o prorogando altre, importanti spese come le cure mediche, gli alimenti, i vestiti ed il riscaldamento. Cerca, un soggetto così, spesso e volentieri il contatto con altre persone che giocano come o più di lui, pensando continuamente alla prossima partita, vista come una ulteriore possibilità di facile guadagno, al punto da giocare anche in orari dedicati ad altro, come il lavoro. Generalmente, con queste premesse, siamo di fronte ad una persona ludopatica.

 

Gioco Responsabile, il ruolo chiave degli specialisti di settore per contrastare la ludopatia

 

Per il contrasto della dipendenza ci si può rivolgere a specialisti di settore, o ad organizzazioni (come Giocare Responsabile, Giocatori Anonimi), oppure affidarsi ai vademecum che aziende come StarCasinò offrono ai propri consumatori: dal fissaggio di un limite di perdita all’autoesclusione fino al limite di denaro da poter spendere e al limite temporale in cui è possibile giocare. Generalmente, il limite di versamento mensile è un ottimo viatico per contenersi, così come l’autoesclusione che scatta nell’attimo in cui vengono violate determinate impostazioni, scelte tanto dal gestore quanto dal cliente.

In molti casi, però, è consigliato riferirsi ad un esperto, o ad un gruppo di esperti, come G4 (Global Gambling Guidance Group), un gruppo internazionale di esperti nel campo del gioco problematico, impegnati nella promozione del gioco responsabile, con uno staff multilingue e mondiale. Il G4 è reduce da anni, molti, di servizio e di esperienza nell’industria mondiale del gioco, per incoraggiare al gioco responsabile e minimizzare al massimo le cause di problemi generati dal gioco compulsivo.

G4, nel suo lavoro, opera mediante tre fasi: l’Accreditamento, che migliora, nelle intenzioni del gruppo, la percezione internazionale dell’industria, premiando operatori e fornitori responsabili. L’altra fase è quella dell’allenamento: contattando G4, infatti, si offre la possibilità agli operatori di acquisire maggiore responsabilità nel proprio lavoro, offrendo dei corsi di formazione che vanno anche a proiettarsi sul futuro, con le tante innovazioni del mondo del gambling ormai all’ordine del giorno. Il terzo servizio è quello delle news, diffuse mensilmente con gli ultimi aggiornamenti sul gioco responsabile. Un servizio innovativo per l’Europa ed il mondo.

Gioco Responsabile, il ruolo chiave degli specialisti di settore per contrastare la ludopatia. Ultima modifica: 2019-10-31T17:48:56+01:00 da Francesca Wurzburger