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Il business della rasatura: quando si dice provare sulla propria pelle!

Per Procter & Gamble (fatturato annuo 83 miliardi di dollari, dei quali due destinati a ricerca e sviluppo) il business della rasatura è davvero core a giudicare dalla procedura per la quale ogni mattina (cinque giorni alla settimana) 80 uomini vanno a farsi la barba a Reading (Inghilterra) nel centro ricerca e sviluppo di Gillette. Così, mattina dopo mattina, in un anno vengono effettuate 20 mila rasature! Perché? Perché fa parte del disegno aziendale di strategia mirata all’innovazione.

Sulla scia del trend – ormai pluriennale – che vede il segmento cura di sé/ beauty care maschile in costante crescita, Gillette stima che i suoi consumatori quotidiani siano 800 milioni. Numeri davvero interessanti che giustificano l’investimento e la priorità dedicati all’innovazione. Del resto, quello della rasatura è la prima operazione che ogni uomo deve ( o meglio, dovrebbe) fare. Sicuramente è un must per l’uomo che cura il proprio aspetto.
In questa fucina di idee sono nati tutti i rasoi Gillette, tra i quali spicca il Fusion ProGlide con tecnologia Flex Ball che l’azienda sta lanciando in Europa.

“Nel nostro centro nascono le idee sulla rasatura: tutto ruota intorno alla comprensione delle esigenze degli uomini e nel riuscire a creare prodotti in grado di rispondere” dice Troy Nimrick, director global blades and razors research & development di Reading, dove lavorano circa 100 scienziati. “Quando introduciamo un nuovo rasoio deve esserci o il miglioramento di una tecnologia esistente o una caratteristica nuova. Ogni innovazione proposta per i test, per passare alla produzione deve consentire un miglioramento doppio rispetto al rasoio precedente”.

Naturalmente la messa a punto di un nuovo prodotto non può prescindere anzitutto dai panel test su consumatori che, nel caso specifico, si fanno la barba con i modelli proposti in cabine dedicate, dove da dietro uno specchio vengono osservati e filmati, e infine intervistati. Inoltre si effettua una serie di altre ricerche, quali lo studio della pelle del viso e della barba usando un video-microscopio e monitorando tridimensionalmente l’analisi del movimento di rasoio, mano, polso, gomito e braccio.
Dall’unione delle indicazioni dei consumatori e delle elaborazioni scientifiche scaturisce il concept di prodotto, sulla base del quale si realizza un modello in Computer Aided Design. Se in questa fase l’idea si dimostra vincente, si procede a realizzare dei prototipi che verranno testati in step successivi con una progressione che vedrà, alla fine, il prodotto definitivo da lanciare sul mercato. Tutto ciò è reso possibile dal lavoro incessante di ingegneri e progettisti che scannerizzano gli elementi variabili della rasatura: la pressione esercitata, il numero di passate, la forma del viso, le abitudini, la crescita della barba in zone diverse del viso.
“Ogni anno nei laboratori vengono testate migliaia di idee”, sostiene Nimrick, “con un circolo continuo che prevede una fase di design, una di test e una di affinamento”.

Ma a Reading si sta già lavorando alacremente sull’evoluzione di Gillette Fusion ProGlide, ovviamente testando(da oltre 30 mila uomini) il prodotto che è arricchito da un sistema – inserito nel manico – che consente alle lame di ruotare favorendo una maggiore aderenza ai contorni del viso. In pratica, si passa da un movimento bidimensionale, su e giù, a uno tridimensionale, quindi anche a destra e sinistra: il risultato è una rasatura migliore.
Ovviamente, in perfetto stile P&G, il lancio del nuovo prodotto viene supportato per molti mesi da una campagna pubblicitaria pianificata su tutti i principali media (tv, stampa, digitale, social network), siti di informazione (quotidiani e giornali sportivi online) e tutti le riviste di target maschile, oltre alla presenza sul canale dedicato Youtube.
Alla faccia della barba!

Il business della rasatura: quando si dice provare sulla propria pelle!. Ultima modifica: 2015-03-11T08:55:05+01:00 da Daniela Graziani
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